sabato 16 maggio 2020

Gene Colan: il "Decano" del fumetto -#STEP16

Gene Colan
Gene Colan nacque a New York nel 1926.
Negli anni ’60, iniziò a lavorare per la Marvel con uno pseudonimo (Adam Austin) realizzando alcune storie di Iron Man e Sub-Mariner.
Quando poté utilizzare il suo vero nome, Colan diede vita a un lungo e indimenticabile ciclo di Daredevil: disegnò le storie di Devil in maniera continuativa per molti anni, fino al 1973 e poi sporadicamente tra il 1974 e il 1979, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Decano”. 

Vista la sua prolificità (realizzava due pagine al giorno, lavorando sette giorni su sette) in quegli anni Colan ebbe comunque modo di dedicarsi ad altri importanti personaggi come Capitan Marvel, Dottor Strange e Capitan America. Sulle pagine della testata dedicata a quest’ultimo creò, insieme all'immancabile Stan Lee, Falcon, primo supereroe afroamericano della storia del fumetto statunitense.

Negli anni '70, Colan realizzò l’intera serie Marvel (70 numeri) dedicata a Dracula, ma all'inizio degli anni ’80 andò a lavorare per la DC Comics per la quale realizzò svariate storie di Batman e Wonder Woman.

Gene Colan è scomparso il 23 giugno 2011, a quasi 85 anni. In vita, il suo cruccio più grande era stato quello di realizzare le migliori tavole a fumetti possibili, lavorando anche a ritmi impensabili per altre persone e assumendo anfetamine per tenersi vigile. Quando – negli ultimi anni di età – gli fu chiesto per che cosa volesse essere ricordato, la sua risposta fu esemplificativa di questa sua modesta e costante dedizione al lavoro: «Per aver fatto un buon lavoro su tutto ciò che ho disegnato».

Daredevil


The tomb of Dracula


















giovedì 14 maggio 2020

Il disegno del futuro del pianeta: 11 scenari possibili -#STEP15

Nel 1972 uscì un libro considerato da alcuni profetico, da altri catastrofista. Il titolo italiano era I limiti dello sviluppo, traduzione del volume The Limits of Growth, un rapporto commissionato al MIT dal Club di Roma e stilato da  Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III. Basato sulla simulazione al computer World3, il libro prediceva le conseguenze della continua crescita della popolazione sull'ecosistema terrestre e sulla stessa sopravvivenza della specie umana.
Gli autori del rapporto ricavano dai risultati ottenuti un disegno sui possibili scenari a cui la Terra andrebbe incontro se non si prendessero le giuste precauzioni volte ad evitarli.

0) Input e Output infiniti: Viene usato solo per mostrare che, se si assume che le risorse necessarie alla produzione industriale ed il conseguente inquinamento diminuiranno sempre più, che la produttività della terra aumenterà indefinitamente, che lo spazio sottratto all'agricoltura dagli insediamenti abitativi diminuirà progressivamente, allora non ci sono limiti allo sviluppo. Tali ipotesi vengono considerate altamente irrealistiche.

1) Crisi delle risorse non rinnovabili: Per il consumo di materie prime, si osserva un graduale progresso che viene però bruscamente interrotto, nella prima metà del XXI secolo, dal costo sempre crescente delle risorse non rinnovabili (combustibili: petrolio, carbone, gas naturale, combustibile nucleare etc.) e della necessità di dedicare crescenti spese allo sfruttamento di risorse sempre più scarse e sempre meno accessibili.

2) Crisi da inquinamento: Si modifica lo scenario 1 ipotizzando la presenza di giacimenti non ancora scoperti e un loro sfruttamento prolungato; in questo caso però il progresso viene bruscamente interrotto per effetto dell'inquinamento, che avrebbe conseguenze negative sia dirette (sulla salute umana) sia indirette, queste ultime soprattutto per la diminuzione della fertilità del suolo.

3) Crisi alimentare: Si modifica lo scenario 2 ipotizzando che il progresso tecnologico consenta di ridurre progressivamente l'inquinamento. Si ha ancora una crisi, in quanto la popolazione cresce comunque più rapidamente della produzione agricola. Ciò accade sia perché la tecnologia affronta con ritardo le varie forme d'inquinamento, sia perché gli insediamenti abitativi sottraggono terreno all'agricoltura.

4) Crisi da erosione: Si modifica lo scenario 3 aggiungendo un impiego della tecnologia per sostenere la produttività agricola della terra, ma il crescente sfruttamento della terra provoca un collasso nella produttività agricola per via dell'erosione dei suoli.

5) Crisi multipla: Si modifica lo scenario 4 aggiungendo interventi per proteggere la terra dall'erosione, ma si ottiene comunque un collasso per effetto di più crisi: scarsità di risorse naturali e di cibo, costi crescenti.

6) Crisi da costi: Si modifica lo scenario 5 aggiungendo tecnologie per l'economizzazione delle risorse naturali. Si ritarda la crisi che però incombe comunque, alla fine del XXI secolo, per i costi crescenti degli interventi finalizzati a sostenere la produzione agricola e per contrastare l'inquinamento, l'erosione e la scarsità delle risorse naturali.

7) Programmazione familiare: Si torna allo scenario 1 per esaminare gli effetti di possibili misure atte ad evitare gli esiti degli scenari precedenti: se tutte le coppie del mondo decidessero di avere in media due figli in modo da ridurre l'impatto di una crescita esponenziale della popolazione, si garantirebbero migliori condizioni di vita, ma si avrebbe comunque un'inversione di tendenza a causa del crescente inquinamento.

8) Moderazione degli stili di vita: Se tutti nel mondo si attestassero su un livello di consumi poco superiore a quello "medio" dell'anno 2000, si otterrebbero favorevoli condizioni per circa un trentennio, ma si perverrebbe poi comunque ad un collasso a causa di un'impronta ecologica troppo elevata.

9) Utilizzo più efficiente delle risorse naturali: Si modifica lo scenario 8 aggiungendo l'abbattimento dell'inquinamento, l'accrescimento della resa delle terre con tutela dei suoli, l'economizzazione delle risorse naturali. L'effetto è nettamente migliore, grazie alla minore pressione demografica ed alla moderazione nei consumi, al punto che si delinea una situazione sostenibile prima della metà del XXI secolo. Si tratta, secondo gli autori, di uno scenario concretamente perseguibile ed anche desiderabile.

10) Tempestività: Lo scenario 10 è in tutto analogo allo scenario 9 con una sola differenza: s'ipotizza che le azioni lì intraprese siano state poste in essere già nel 1982. L'effetto è ancora migliore, in quanto si raggiunge una situazione sostenibile già all'inizio del XXI secolo e con minori oscillazioni.

Obiettivi per lo sviluppo sostenibile elaborati dalle Nazioni Unite

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo
https://www.focus.it/ambiente/natura/i-limiti-dello-sviluppo-quarant-anni-dopo-591573

sabato 9 maggio 2020

"Illuminated printing"

William Blake (1757-1827) è una delle figure più complesse del panorama letterario inglese. Poeta, pittore e incisore, venne spesso considerato pazzo a causa della sua vita eccentrica e delle visioni che disse di aver avuto in gioventù.
I Libri Miniati: L'introduzione di Songs of
Innocence and Experience
Iniziò a studiare disegno all'età di 10 anni e nel tempo sviluppò la passione per lo stile gotico, il quale meglio si adattava alla sua idea di arte viva e spirituale. Ruppe ogni convenzione dell'epoca (rappresentazione realistica, prospettiva, proporzionalità...), creando così un nuovo tipo di arte che enfatizzava il potere dell'immaginazione, cruciale per l'artista. Blake infatti riteneva che l'immaginazione fosse l'unico mezzo attraverso il quale l'uomo può conoscere il mondo e considerava la figura del poeta un profeta che, in virtù delle sue capacità creative, poteva conoscere la realtà più a fondo e tentava di avvertire gli uomini dei mali della società. Infatti, come reazione al materialismo che si stava propagando a causa dello sviluppo industriale dell'epoca, nei suoi scritti trapela l'invito a vivere una vita all'insegna della creatività e dell'immaginazione.
Dal punto di vista letterario, fu profondamente influenzato dalla Bibbia, la quale presentava una visione totale del mondo e dell'uomo. Ma non solo, Blake riteneva che la poesia fosse indissolubilmente legata a un'altra forma d'arte: il disegno. Le sue opere infatti contengono testi poetici accompagnati da immagini, perlopiù incisioni a stampa colorate a mano, che lui stesso chiamò illuminated printing (stampa miniata).

Satan Watching the Endearments of Adam
and Eve (1808), versione da "Butts set"


Le illustrazioni Paradise Lost di John Milton dimostrano il suo impegno critico con il testo, in particolare i suoi sforzi per riscattare gli "errori" che ha percepito nel lavoro del suo predecessore.  Ad esempio, in Satan Watching the Endearments of Adam and Eve (1808), Blake sembrava
impegnarsi a correggere l'intenzione di Milton di dare a Satana il ruolo di protagonista del poema: Satana occupa una posizione isolata nella parte alta dell'illustrazione, mentre il centro è occupato da Adamo ed Eva. Come per enfatizzare l'effetto di questa contrapposizione, Blake mostra Adamo ed Eva mentre si abbracciano, mentre Satana può al massimo accarezzare il serpente, del quale sta per assumere l'identità.



L'incarico di illustrare l'Inferno di Dante fu affidato a Blake nel 1824. Le illustrazioni del poema realizzate da Blake non si presentano come un semplice accompagnamento del testo, ma sembrano piuttosto rivederlo criticamente, e fungere da commentario degli aspetti spirituali e morali dell'opera. In questo secondo caso, però, dato che il progetto non fu mai portato a termine, quale fosse l'intento di Blake è meno chiaro.
Beatrice mostra la via a Dante - Illustrazione di
William Blake della Divina Commedia
Blake sembra non concordare con l'ammirazione che Dante prova per le opere poetiche dell'antica Grecia e prendere le distanze dall'apparente gioia con cui il sommo poeta nell'Inferno assegna le punizioni ai dannati (come mostra l'umorismo macabro che traspare dai canti).
Allo stesso tempo però, Blake condivide la sfiducia di Dante verso il materialismo e gradì in maniera evidente l'opportunità di rappresentare graficamente l'atmosfera e l'immaginario dell'opera del poeta fiorentino. Anche se era evidente che fosse vicino alla morte, la preoccupazione principale di Blake fu comunque di continuare il suo febbrile lavoro sulle illustrazioni, e si dice che abbia speso uno dei suoi ultimi scellini per acquistare una matita per realizzarle.


Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/William_Blake
https://en.wikipedia.org/wiki/William_Blake%27s_illustrations_of_Paradise_Lost
Only connect... new directions vol.2 di Marina Spiazzi e Marina Tavella

venerdì 8 maggio 2020

"Philographics"

"Viviamo nell'era della brevità, dove velocità e sintesi sono l'essenza della comunicazione. Allora perché scervellarsi tanto sui libri di filosofia, quando basta un disegno a spiegare i concetti più complessi? Il designer Genís Carreras ci ha provato con il progetto Philographics: immagini minimali che racchiudono ciò che secondo l'autore è l'essenza di alcune delle principali correnti di pensiero." (articolo tratto da Focus: https://www.focus.it/cultura/curiosita/philographics-la-filosofia-all-osso?gimg=2#img2)


giovedì 7 maggio 2020

Un disegno per le Molinette -#STEP14

Il fumettista e animatore giapponese Leiji Matsumoto, padre del celeberrimo Capitan Harlock, realizza un disegno per ringraziare il personale dell'ospedale Molinette di Torino. L'opera è stata messa all'asta e il ricavato andrà interamente all'ospedale.

Articolo da cui è tratta l'immagine

Articolo: https://www.lastampa.it/torino/2020/04/19/news/coronavirus-un-disegno-di-matsumoto-all-asta-per-le-molinette-1.38737401

mercoledì 6 maggio 2020

L'importanza del grafico -#STEP13

Leggere e costruire grafici è una competenza fondamentale nello studio delle materie scientifiche, difatti rientra nella prima voce nell'elenco dei nuclei tematici fondamentali del nuovo Quadro di Riferimento per l’esame di Stato (DM 769 del 26 novembre 2018).

Il grafico è uno strumento molto potente per illustrare l'andamento dei dati. Con l'esercizio, da un grafico è possibile estrarre a colpo d'occhio numerose informazioni in modo molto più agevole rispetto a una tabella. E' possibile ad esempio determinare gli intervalli e la velocità con cui la variabile dipendente aumenta e diminuisce, l'andamento dei dati, l'esistenza o meno di relazioni tra di essi, l'incertezza su ogni misura ecc. (un video a riguardo: https://www.youtube.com/watch?v=zu5oet2hH_8).

Inoltre, la rappresentazione grafica risulta fondamentale in matematica: dal momento che i concetti matematici non esistono nella realtà concreta (il punto P, il numero 3...), nell'insegnamento di questa materia la semiotica (rappresentazione dei concetti mediante un sistema di segni) è considerata una caratteristica necessaria per garantire il primo passo verso la noetica (apprendimento dei concetti). Per esempio, il concetto più generale di retta come insieme infinito di punti è molto astratto, ma se si associa a questa definizione un disegno, al quale si associa a sua volta una funzione, si esemplifica largamente la comprensione di questo ente geometrico.

Il ricorso a un grafico permette sia di rappresentare sia di effettuare direttamente alcune operazioni di matematica: i procedimenti di calcolo grafico abbracciano vasti settori del calcolo matematico e hanno trovato larga applicazione nella statistica, nella tecnica ecc. per la loro rapidità e praticità. Rientrano in questo campo i procedimenti di interpolazione e di estrapolazione grafica, di derivazione e di integrazione grafica, la nomografia, la statica grafica, e in senso lato anche la geometria descrittiva con i suoi metodi grafici per la risoluzione dei problemi geometrici.

Tra le curve più note e utilizzate nello studio di dati vi sono, oltre alle classiche retta, parabola, iperbole, esponenziale e così via, la curva di Gauss, la versiera (o curva di Agnesi), la curva di Phillips e molte altre più o meno note che rappresentano correlazioni tra dati in modo sempre differente e significativo.
Phillips curve - Wikipedia
Curva di Phillips

Curva di Gauss


















Versiera

Fonti:

venerdì 1 maggio 2020

Giovanni Calvino: il disegno di Dio -#STEP12

"Il patto di grazia non è predicato a tutti in modo uguale, e anche laddove è predicato esso non è ricevuto da tutti allo stesso modo; una tal diversità rivela il mirabile segreto del piano di Dio: indubbiamente questa diversità deriva dal fatto che così gli piace. Se è  evidente che per volere di Dio la salvezza è offerta agli uni mentre gli altri ne sono esclusi, da ciò nascono grandi e gravi questioni che non si possono risolvere se non insegnando ai credenti il significato dell'elezione e della predestinazione di Dio." (Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana, Libro III, cap.21, 1559).

Ritratto di Calvino
La dottrina della predestinazione è una delle più celebri e note del teologo e umanista francese Giovanni Calvino (1509-1564), massimo riformatore religioso del cristianesimo protestante e nome a cui si rifà il calvinismo.
Calvino pensa che Dio, eterno e fuori dal mondo a noi scibile, ha eletto alcuni credenti secondo la sua volontà assoluta, predestinandoli alla salvezza eterna. Nulla può fare l'uomo per modificare il disegno assoluto di Dio: alcuni saranno destinati alla salvezza, altri alla morte secondo la somma volontà del Signore. Ognuno di noi è già predestinato sin dalla nascita da Dio e ogni ricerca circa le motivazioni di questa scelta divina è totalmente inutile. 
Proprio in virtù del fatto che la natura dell'uomo è già corrotta dal peccato originale, la salvezza la potrà ottenere solo per un'azione libera e gratuita di Dio, poiché l'uomo da solo non può fare che il male. L'essere umano allora non possiede alcun libero arbitrio. Per Calvino accettare il libero arbitrio dell'uomo significa negare la libertà e onnipotenza divina.
L'unico segno dell'elezione divina è la fede donata da Dio mediante la grazia. Infatti gli unici certi del proprio destino sono coloro «a cui Dio non solo offre la salvezza, ma dà anche una certezza tale, per cui la realtà non può essere incerta né dubbia [...] nell'adozione della discendenza di Abramo è apparso chiaramente il favore generoso di Dio, che egli ha negato a tutti gli altri; ma la grazia accordata ai membri di Gesù Cristo ha ben altra preminenza di dignità, poiché essendo uniti al loro capo, non sono mai tagliati fuori dalla loro salvezza» (III, 21, 6).


Fonti:
https://lasfingedibumbury.blogspot.com/search/label/Predestinazione
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Calvino#III_libro:_lo_Spirito_Santo
http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/CalvinoIstituzioneReligioneCristiana.pdf

lunedì 27 aprile 2020

27 aprile: giornata mondiale del disegno

Dal 1962 la Giornata mondiale del disegno si celebra il 27 aprile, secondo un’iniziativa del Consiglio Internazionale delle Associazioni di Disegno Grafico. Un'intera giornata dedicata alla celebrazione di questa forma espressiva spesso sottovalutata e ritenuta "infantile", ma che in realtà è applicabile a svariati campi della realtà ed è stato da sempre fondamentale nello sviluppo della civiltà umana.
Un articolo a riguardo: https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/04/27/giornata-disegno-benefici.html


sabato 25 aprile 2020

Tra arcobaleni e ringraziamenti: i disegni dei bambini ai tempi del Covid-19 -#STEP11

Il disegno è stata la prima forma di espressione non verbale dell’uomo. Ogni bambino impara prima a disegnare e, solo successivamente, a scrivere. Per loro è una forma di comunicazione e sul foglio bianco imprimono sentimenti, timori, speranze sotto forma  di rappresentazioni di oggetti e situazioni a loro comuni.
In questo periodo così particolare il disegno è diventato fondamentale per i bambini, i quali attraverso le matite e i pennarelli esprimono speranze per il futuro, il desiderio di tornare alla normalità e le nuove abitudini che si trovano ad affrontare. Ed è proprio un arcobaleno, il disegno per eccellenza di ogni bambino, il simbolo di questa pandemia, accompagnato dallo slogan "andrà tutto bene", riportati su striscioni appesi nei balconi delle case di migliaia di italiani alla prese con questa dura quarantena. Un tocco di colore e ottimismo tra le strade vuote e silenziose delle città italiane.


sabato 18 aprile 2020

Un film interamente disegnato ad olio -#STEP10



"Loving Vincent" (2017) è il primo film interamente dipinto ad olio. Scritto e diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman.




"Una presentazione da parte del direttore/produttore Hugh Welchman, il quale descrive il "dietro le scene" della produzione del film interamente dipinto a mano nello stile di Vincent Van Gogh."


Per quanto riguarda il neo mondo delle serie tv, tanto in voga di questi tempi, andare a questo link, in cui è presente il mio esperimento nella scrittura della trama di una serie tv sul concetto in esame.

mercoledì 15 aprile 2020

"Pensare il disegno"


"Chi ha paura del disegno?" -#STEP09

"Quando si pensa all'arte italiana vengono subito in mente affreschi, olii su tela e sculture di marmo: difficilmente si pensa ai disegni. Se poi per caso viene citato il disegno come forma d’arte nella storia italiana, si penserà forse alle bozze di Leonardo da Vinci, poco probabilmente a qualche artista del Novecento. Nel secolo scorso tuttavia molti artisti noti soprattutto per la pittura e la scultura hanno anche disegnato, e non solo per progettare opere che poi avrebbero preso altre forme", recita un articolo de Il Post intitolato Avete mai visto una mostra di disegni? 
L'articolo infatti tratta di una mostra esclusivamente dedicata al disegno tenutasi nel 2018-19 nel Museo del Novecento di Milano dal titolo volutamente provocativo e che ironizza sulla scarsa considerazione riservata a questa forma d'arte: Chi ha paura del disegno?


Umberto Boccioni (1882-1916) Controluce (1910), matita grafite e inchiostro nero su carta, Museo del Novecento di Milano (Collezione Ramo)

sabato 11 aprile 2020

Platone e il disegno di uno Stato ideale -#STEP08

In una delle sue più celebri opere, La Repubblica, Platone descrive dettagliatamente il suo progetto di uno Stato ideale.

PLATONE, La Repubblica, 500 - 501: "Chi è veramente tutto preso nella contemplazione di ciò che è, non avrebbe neppure il tempo per volgere giù lo sguardo sull'affaccendarsi degli uomini e combattendo con essi riempirsi d'odio e di malanimo: ma guardando e contemplando oggetti armonicamente ordinati e sempre a se stessi identici, che non commettono né subiscono ingiustizia fra loro, anzi sempre viventi entro la legge dell'ordine e della ragione, questi egli imita, e, quanto più può, ad essi si conforma. Se, dunque, una qualche circostanza lo costringesse a tentar di tradurre nei costumi pubblici e privati dei suoi simili ciò che vede lassù, invece di formare soltanto se stesso, credi tu che sarebbe un cattivo artefice di temperanza, di giustizia, di tutte le altre civili virtù? E se il popolo giunge a rendersi conto che gli diciamo la verità sui filosofi, non li guarderà più con ostilità, né più sarà diffidente verso di noi quando affermiamo che uno Stato non sarà mai felice, se non sarà disegnato da questi artisti che lavorano sul modello divino. Essi prenderanno lo Stato e i caratteri degli uomini come fosse una tela, cercando innanzi tutto di renderla il più possibile pulita, il che non è certo facile cosa. Ad ogni modo, in questo si distinguerebbero subito dagli altri legislatori, non volendo occuparsi né dei singoli, né dello Stato per tracciarvi le leggi, se non quando fosse già pulito, o non l'avessero reso tale essi stessi".



Pittore dell’Italia Centrale, Città ideale (particolare), 1470/1480/1490, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

In un video di Editrice scuola si ha un'intervista immaginaria rivolta a Platone dal filosofo e storico Giovanni Reale. Questi chiede al filosofo dell'antichità come si possa attuare il suo progetto di città ideale e la risposta è la seguente:
"Forse il modello di questa città ideale si trova nel cielo a disposizione di chi desideri contemplarlo e, contemplandolo, fissare in esso la propria dimora. Non ha quindi importanza che questa città effettivamente esista e possa esistere in futuro perché comunque egli potrebbe occuparsi solo di questa città interiore e non di un'altra. Dunque, lo Stato ideale si realizza in primo luogo nell'animo dell'uomo e lo Stato esterno è solo un suo riflesso."



Fonti:
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2018/01/03/lo-stato-ideale-secondo-platone/
https://www.culturanuova.net/filosofia/testi/platone2_emsf.php