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giovedì 28 maggio 2020

Giacomo Leopardi e le arti figurative -#STEP20

Si parla poco, o non si parla affatto, del rapporto che Giacomo Leopardi aveva con l'estetica e, più precisamente, con le arti figurative. In un articolo pubblicato sulla rivista semestrale "XY dimensioni del disegno", scritto da Paolo Belardi, docente di composizione architettonica e urbana a Perugia, viene sottolineato il profondo interesse che il poeta nutriva per il disegno e per le arti figurative in genere.

Nello Zibaldone è presente una riflessione datata 12 luglio 1820, in cui Leopardi distingue le
pertinenze disciplinari della rappresentazione e della letteratura:

Incisione di Gaetano Guadagnini (Bologna
1800-1860) dal disegno di Luigi Lolli
"il racconto è uffizio della parola, la descrizione del disegno (eseguito in qualunque modo). Quindi non è maraviglia che quello sia più facile di questa al parlatore. E questa è una delle primarie cagioni per cui era falso ed assurdo quel genere di poesia poco fa tanto in pregio e in uso appresso gli stranieri massimamente, che chiamavano descrittiva. Perché quantunque il poeta o lo scrittore possa bene assumere anche l'uffizio di descrivere, è da stolto farne professione, non essendo uffizio proprio della poesia, e quindi non è possibile che non ne risulti affettazione e ricercatezza, e stento, volendolo fare per istituto e per argomento, lasciando stare la noia che deve nascere dalla lettura di una poesia tutta diretta a un uffizio proprio di un' altra arte, e perciò e inferiore a questa, malgrado qualunque studio, e stentata, e tediosa per la continuazione di una cosa che non appartenendole, non può esser troppo lunga, al contrario di quelle che le appartengono, nelle quali nessuno biasima che [la] poesia si ravvolga tutta intera" (Zib., I, p. 79.)

Tuttavia, come si può evincere dalla riflessione appena riportata, l'interesse di Leopardi per il disegno e le arti figurative nasce in funzione della poesia e della letteratura, la quale, ovviamente, era la forma di espressione prediletta dall'autore.

Eppure la formazione intellettuale di Leopardi comprendeva anche l'apprendimento della pratica del disegno: il celebre poeta, infatti, produsse a sua volta disegni a penna e ritratti, oltre a sviluppare un certo interesse per l'ottica, l'urbanistica e l'illusionismo.
Questa pluralità di interessi conferma inequivocabilmente l'intento tipicamente leopardiano di essere innanzitutto padrone della tecnica in ogni campo dello scibile, in modo da affrancare lo spirito creativo da eventuali condizionamenti e limitazioni, in modo da ampliare gli orizzonti del pensiero umano verso l'infinito.

sabato 9 maggio 2020

"Illuminated printing"

William Blake (1757-1827) è una delle figure più complesse del panorama letterario inglese. Poeta, pittore e incisore, venne spesso considerato pazzo a causa della sua vita eccentrica e delle visioni che disse di aver avuto in gioventù.
I Libri Miniati: L'introduzione di Songs of
Innocence and Experience
Iniziò a studiare disegno all'età di 10 anni e nel tempo sviluppò la passione per lo stile gotico, il quale meglio si adattava alla sua idea di arte viva e spirituale. Ruppe ogni convenzione dell'epoca (rappresentazione realistica, prospettiva, proporzionalità...), creando così un nuovo tipo di arte che enfatizzava il potere dell'immaginazione, cruciale per l'artista. Blake infatti riteneva che l'immaginazione fosse l'unico mezzo attraverso il quale l'uomo può conoscere il mondo e considerava la figura del poeta un profeta che, in virtù delle sue capacità creative, poteva conoscere la realtà più a fondo e tentava di avvertire gli uomini dei mali della società. Infatti, come reazione al materialismo che si stava propagando a causa dello sviluppo industriale dell'epoca, nei suoi scritti trapela l'invito a vivere una vita all'insegna della creatività e dell'immaginazione.
Dal punto di vista letterario, fu profondamente influenzato dalla Bibbia, la quale presentava una visione totale del mondo e dell'uomo. Ma non solo, Blake riteneva che la poesia fosse indissolubilmente legata a un'altra forma d'arte: il disegno. Le sue opere infatti contengono testi poetici accompagnati da immagini, perlopiù incisioni a stampa colorate a mano, che lui stesso chiamò illuminated printing (stampa miniata).

Satan Watching the Endearments of Adam
and Eve (1808), versione da "Butts set"


Le illustrazioni Paradise Lost di John Milton dimostrano il suo impegno critico con il testo, in particolare i suoi sforzi per riscattare gli "errori" che ha percepito nel lavoro del suo predecessore.  Ad esempio, in Satan Watching the Endearments of Adam and Eve (1808), Blake sembrava
impegnarsi a correggere l'intenzione di Milton di dare a Satana il ruolo di protagonista del poema: Satana occupa una posizione isolata nella parte alta dell'illustrazione, mentre il centro è occupato da Adamo ed Eva. Come per enfatizzare l'effetto di questa contrapposizione, Blake mostra Adamo ed Eva mentre si abbracciano, mentre Satana può al massimo accarezzare il serpente, del quale sta per assumere l'identità.



L'incarico di illustrare l'Inferno di Dante fu affidato a Blake nel 1824. Le illustrazioni del poema realizzate da Blake non si presentano come un semplice accompagnamento del testo, ma sembrano piuttosto rivederlo criticamente, e fungere da commentario degli aspetti spirituali e morali dell'opera. In questo secondo caso, però, dato che il progetto non fu mai portato a termine, quale fosse l'intento di Blake è meno chiaro.
Beatrice mostra la via a Dante - Illustrazione di
William Blake della Divina Commedia
Blake sembra non concordare con l'ammirazione che Dante prova per le opere poetiche dell'antica Grecia e prendere le distanze dall'apparente gioia con cui il sommo poeta nell'Inferno assegna le punizioni ai dannati (come mostra l'umorismo macabro che traspare dai canti).
Allo stesso tempo però, Blake condivide la sfiducia di Dante verso il materialismo e gradì in maniera evidente l'opportunità di rappresentare graficamente l'atmosfera e l'immaginario dell'opera del poeta fiorentino. Anche se era evidente che fosse vicino alla morte, la preoccupazione principale di Blake fu comunque di continuare il suo febbrile lavoro sulle illustrazioni, e si dice che abbia speso uno dei suoi ultimi scellini per acquistare una matita per realizzarle.


Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/William_Blake
https://en.wikipedia.org/wiki/William_Blake%27s_illustrations_of_Paradise_Lost
Only connect... new directions vol.2 di Marina Spiazzi e Marina Tavella

martedì 7 aprile 2020

La poesia visiva -#STEP07

Per tutte le poesie l'alternanza tra parola e spazio è importante, ma ci sono casi in cui lo spazio bianco, la posizione delle parole, la forma e la grandezza dei caratteri contribuiscono a rendere la poesia una specie di quadro, tanto che si parla di poesia visiva.

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento la poesia in forma di immagine diventa una moda. Il poeta simbolista francese Guillaume Apollinaire scrive una raccolta poetica intitolata Calligrammes; da allora il termine "calligramma" indica ogni composizione in cui le parole disegnano forme. Un esempio è Poèmes à Lou, in cui l'immagine di una donna con il cappello è formata da versi d'amore che esaltano la bellezza della donna stessa.

Riconosciti 
Questa adorabile persona sei tu
Sotto il grande cappello di paglia
Occhio
Naso
La bocca Ecco l’ovale del tuo viso 
Il tuo collo squisito
Ecco infine l’imperfetta immagine del tuo busto adorato visto come attraverso una nuvola
Un po’ più basso è il tuo cuore che batte



Agli inizi del Novecento, in Italia, il Futurismo recuperò la poesia visiva, che sembrava particolarmente adatta a esprimere gli intenti provocatori e innovativi propri del movimento. Celebre è l'opera di Corrado Govoni intitolata Il Palombaro, in cui è presente un accostamento tra disegni e parole. 
Accanto a figure disegnate in modo semplice si trovano si trovano parole e frasi dalla calligrafia ingenua che da un lato definiscono semplicemente l'immagine, dall'altro dilatano in modo progressivo e imprevisto il significato. 
Se non ci si limita a osservare l'opera in superficie e si legge tutto il testo, si percepisce un certo senso di inquietudine, generato dal contrasto tra i disegni infantili e le parole che suggeriscono immagini ripugnanti (cofani di sputi, sacco verminoso) e cruente (ceppo insanguinato, sirene decapitate). 




Fonti: 
Il piacere dei testi vol.5-6 di Baldi, Giusso, Razetti