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mercoledì 27 maggio 2020

La città ideale -#STEP19

"Una città ideale è il concetto di un insediamento urbano (progettato, o solo immaginato, raramente messo in pratica) il cui disegno urbanistico riflette, secondo uno schema prevalentemente geometrico, criteri e principi astratti di razionalità e funzionalità, o un'impostazione scientifica. Questi caratteri spesso si accompagnano a una tensione ideale e filosofica, o a una forte carica utopica."

 Città ideale (fine XV sec.), dipinto di anonimo fiorentino, conservato al Walters Art Museum di Baltimora.

Il tema della città ideale è il frutto dell'unione tra due elementi insiti nella natura dell'essere umano: la capacità immaginativa e il desiderio di ordine e perfezione. Infatti, i progetti per una società ideale risalgono sin dall'antichità, per esempio ne troviamo tracce nel pensiero di Platone, e si sono sviluppati sino ai giorni nostri, adeguandosi alle necessità di ogni epoca in cui sono stati tracciati.


In epoca rinascimentale, la città riacquista il ruolo di perimetro e crocevia dell'agire storico dell'uomo: nello spazio delimitato della "città" dovevano idealmente convergere diverse aspirazioni ed esigenze, sia funzionali che estetiche.

Ovviamente, il tema della città ideale suscitò particolare interesse in una delle figure più importanti del '500 italiano: Leonardo da Vinci.
Leonardo voleva una città comoda e spaziosa, ben ordinata nelle strade, con alte mura, torri e merli che sopperissero alle necessità ma che allo stesso tempo donassero una certa bellezza architettonica allo spazio urbano. 
Ricercò un'organizzazione dello spazio perlopiù funzionale, in modo da dar soluzione ai diversi problemi della vita quotidiana, per esempio il traffico, gli approvvigionamenti e le esigenze igienico-sanitarie.
Vista la necessità di proteggere la popolazione dalle malattie contagiose, propose un tessuto urbano molto più aperto, caratterizzato da strade ampie e rettilinee e da una presenza capillare di corsi d'acqua, navigabili e regolati da chiuse e conche. La città, infatti, sarebbe sorta in prossimità di un fiume, la cui acqua sarebbe stata convogliata nel centro abitato mediante una rete di canali, grazie ai quali si provvedeva innanzitutto alla pulizia e al deflusso dei liquami, per i quali venne studiato un vero e proprio sistema fognario sviluppato a livello sotterraneo. I canali assunsero anche altre importanti funzioni come quella di garantire le comunicazioni e di agevolare gli approvvigionamenti.

Leonardo da Vinci, città su due livelli,
Manoscritto B dell'Institut de France di Parigi




sabato 9 maggio 2020

"Illuminated printing"

William Blake (1757-1827) è una delle figure più complesse del panorama letterario inglese. Poeta, pittore e incisore, venne spesso considerato pazzo a causa della sua vita eccentrica e delle visioni che disse di aver avuto in gioventù.
I Libri Miniati: L'introduzione di Songs of
Innocence and Experience
Iniziò a studiare disegno all'età di 10 anni e nel tempo sviluppò la passione per lo stile gotico, il quale meglio si adattava alla sua idea di arte viva e spirituale. Ruppe ogni convenzione dell'epoca (rappresentazione realistica, prospettiva, proporzionalità...), creando così un nuovo tipo di arte che enfatizzava il potere dell'immaginazione, cruciale per l'artista. Blake infatti riteneva che l'immaginazione fosse l'unico mezzo attraverso il quale l'uomo può conoscere il mondo e considerava la figura del poeta un profeta che, in virtù delle sue capacità creative, poteva conoscere la realtà più a fondo e tentava di avvertire gli uomini dei mali della società. Infatti, come reazione al materialismo che si stava propagando a causa dello sviluppo industriale dell'epoca, nei suoi scritti trapela l'invito a vivere una vita all'insegna della creatività e dell'immaginazione.
Dal punto di vista letterario, fu profondamente influenzato dalla Bibbia, la quale presentava una visione totale del mondo e dell'uomo. Ma non solo, Blake riteneva che la poesia fosse indissolubilmente legata a un'altra forma d'arte: il disegno. Le sue opere infatti contengono testi poetici accompagnati da immagini, perlopiù incisioni a stampa colorate a mano, che lui stesso chiamò illuminated printing (stampa miniata).

Satan Watching the Endearments of Adam
and Eve (1808), versione da "Butts set"


Le illustrazioni Paradise Lost di John Milton dimostrano il suo impegno critico con il testo, in particolare i suoi sforzi per riscattare gli "errori" che ha percepito nel lavoro del suo predecessore.  Ad esempio, in Satan Watching the Endearments of Adam and Eve (1808), Blake sembrava
impegnarsi a correggere l'intenzione di Milton di dare a Satana il ruolo di protagonista del poema: Satana occupa una posizione isolata nella parte alta dell'illustrazione, mentre il centro è occupato da Adamo ed Eva. Come per enfatizzare l'effetto di questa contrapposizione, Blake mostra Adamo ed Eva mentre si abbracciano, mentre Satana può al massimo accarezzare il serpente, del quale sta per assumere l'identità.



L'incarico di illustrare l'Inferno di Dante fu affidato a Blake nel 1824. Le illustrazioni del poema realizzate da Blake non si presentano come un semplice accompagnamento del testo, ma sembrano piuttosto rivederlo criticamente, e fungere da commentario degli aspetti spirituali e morali dell'opera. In questo secondo caso, però, dato che il progetto non fu mai portato a termine, quale fosse l'intento di Blake è meno chiaro.
Beatrice mostra la via a Dante - Illustrazione di
William Blake della Divina Commedia
Blake sembra non concordare con l'ammirazione che Dante prova per le opere poetiche dell'antica Grecia e prendere le distanze dall'apparente gioia con cui il sommo poeta nell'Inferno assegna le punizioni ai dannati (come mostra l'umorismo macabro che traspare dai canti).
Allo stesso tempo però, Blake condivide la sfiducia di Dante verso il materialismo e gradì in maniera evidente l'opportunità di rappresentare graficamente l'atmosfera e l'immaginario dell'opera del poeta fiorentino. Anche se era evidente che fosse vicino alla morte, la preoccupazione principale di Blake fu comunque di continuare il suo febbrile lavoro sulle illustrazioni, e si dice che abbia speso uno dei suoi ultimi scellini per acquistare una matita per realizzarle.


Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/William_Blake
https://en.wikipedia.org/wiki/William_Blake%27s_illustrations_of_Paradise_Lost
Only connect... new directions vol.2 di Marina Spiazzi e Marina Tavella

venerdì 8 maggio 2020

"Philographics"

"Viviamo nell'era della brevità, dove velocità e sintesi sono l'essenza della comunicazione. Allora perché scervellarsi tanto sui libri di filosofia, quando basta un disegno a spiegare i concetti più complessi? Il designer Genís Carreras ci ha provato con il progetto Philographics: immagini minimali che racchiudono ciò che secondo l'autore è l'essenza di alcune delle principali correnti di pensiero." (articolo tratto da Focus: https://www.focus.it/cultura/curiosita/philographics-la-filosofia-all-osso?gimg=2#img2)


sabato 18 aprile 2020

Un film interamente disegnato ad olio -#STEP10



"Loving Vincent" (2017) è il primo film interamente dipinto ad olio. Scritto e diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman.




"Una presentazione da parte del direttore/produttore Hugh Welchman, il quale descrive il "dietro le scene" della produzione del film interamente dipinto a mano nello stile di Vincent Van Gogh."


Per quanto riguarda il neo mondo delle serie tv, tanto in voga di questi tempi, andare a questo link, in cui è presente il mio esperimento nella scrittura della trama di una serie tv sul concetto in esame.

mercoledì 15 aprile 2020

"Chi ha paura del disegno?" -#STEP09

"Quando si pensa all'arte italiana vengono subito in mente affreschi, olii su tela e sculture di marmo: difficilmente si pensa ai disegni. Se poi per caso viene citato il disegno come forma d’arte nella storia italiana, si penserà forse alle bozze di Leonardo da Vinci, poco probabilmente a qualche artista del Novecento. Nel secolo scorso tuttavia molti artisti noti soprattutto per la pittura e la scultura hanno anche disegnato, e non solo per progettare opere che poi avrebbero preso altre forme", recita un articolo de Il Post intitolato Avete mai visto una mostra di disegni? 
L'articolo infatti tratta di una mostra esclusivamente dedicata al disegno tenutasi nel 2018-19 nel Museo del Novecento di Milano dal titolo volutamente provocativo e che ironizza sulla scarsa considerazione riservata a questa forma d'arte: Chi ha paura del disegno?


Umberto Boccioni (1882-1916) Controluce (1910), matita grafite e inchiostro nero su carta, Museo del Novecento di Milano (Collezione Ramo)

venerdì 10 aprile 2020

Il disegno per Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci. Autoritratto. 1515 ca.
Torino, Biblioteca reale.
Un esempio di straordinaria convergenza tra osservazione, ricerca artistica e ricerca scientifica è rappresentato dai disegni di Leonardo da Vinci.

Osservatore metodico e sistematico, pittore e ingegnere, concepisce il disegno come forma della mente e lo considera un mezzo per accedere direttamente alla verità della natura.
Sono oltre 4000 i fogli, con disegni e annotazioni, che si sono conservati e si riferiscono in vario modo a tutti gli ambiti di interesse della sua ricerca scientifica: dall'anatomia e fisiologia all'aritmetica e geometria, dall'astronomia alla botanica, dalla geologia alla meccanica, dall'ottica all'architettura, dai progetti urbanistici alla cartografia, dalla zoologia alla psicologia umana.


Alla base c'è l'idea della superiorità del linguaggio visivo rispetto a quello verbale:“O scrittore, con quali lettere scriverai tu con tal perfezione, qual fa qui il disegno? [...] non ti impacciare di cose appartenenti alli occhi col farle passare per li orecchi, perché sarai superato di gran lungo dall'opera del pittore”.

Gli studi anatomici

Studio braccio destro di un uomo, Leonardo, 1500 ca.
Windsor Castle, Royal Library. 
Chiaramente il primo ambito in cui Leonardo applicò la tecnica del disegno è quello della pittura, per lo studio preparatorio di molti suoi dipinti e ritratti, ma ancora più celebri sono i suoi disegni sugli studi anatomici del corpo umano: contrariamente ai medici del suo tempo, che pretendevano di conoscere il corpo umano studiando i trattati dell'antichità, Leonardo è il primo a studiare l'anatomia direttamente sui cadaveri. Ebbe infatti la possibilità di poter visionare corpi di uomini deceduti sui quali condurre le sue ricerche direttamente tradotte attraverso i suoi minuziosi disegni, i quali erano sempre accompagnati da accurate descrizioni, che riguardavano non più solo le ossa, ma anche i muscoli ed i nervi.

Uno di questi disegni è la raffigurazione della spalla e del braccio di un uomo, in cui Leonardo mostra la dissezione profonda dei muscoli della spalla destra; inoltre, il suo studio è completato da appunti, mentre nell'angolo in basso a destra del foglio si può notare anche il disegno delle ossa di un piede, anch'esso correlato dalle note dell’artista.

Le macchine volanti

domenica 29 marzo 2020

M.C. Escher: tra arte e geometria

"Coloro che tentano di raggiungere l'assurdo otterranno l'impossibile"

-M.C. Escher

Foto della copertina del libro dedicato alla mostra su M.C. Escher

In una mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher tenutasi a Milano nel 2016 acquistai il libro dell'esposizione. Ho così deciso di dedicare questo post all'artista olandese perché le sue opere presentano un perfetto connubio tra matematica e disegno, tra percezione e rappresentazione, tra realtà e immaginazione.
Vi invito inoltre a guardare il progetto del Politecnico di Torino riguardante il mondo di Escher a questo link.


Escher occupa un ruolo speciale nella storia dell'arte contemporanea per la sua produzione posteriore al 1935, anno in cui lasciò l'Italia fascista per tornare definitivamente in Olanda. In questo periodo il contenuto delle sue opere divenne sempre meno raffigurativo e sempre più intellettuale, ed egli si ritrovò ad usare in maniera crescente motivi matematici.

Geometria euclidea solida

La matematica si è intromessa nelle arti figurative ogni volta che si sono rappresentate figure geometriche, in particolare solidi di varia forma.
Escher è stato particolarmente attratto dai poliedri regolari (o solidi platonici) perché questi «simboleggiano in maniera impareggiabile l'umana ricerca di armonia e ordine, ma allo stesso tempo la loro perfezione ci incute un senso di impotenza».
I solidi platonici sono solo cinque: tetraedro, ottaedro, icosaedro, cubo e dodecaedro.

Quattro solidi regolari, Maggio 1961
Secondo Escher «la magnifica fusione di un cubo con un ottaedro non esiste, ma nondimeno possiamo continuare a sperarla». Fu così che creò Quattro solidi regolari in cui la fusione appena citata viene inserita all'interno dell'altrettanto magnifica fusione di icosaedro e dodecaedro, che sono anch'essi reciproci. 
I suoi studi sulle intersezioni dei solidi regolari lo portarono alla creazione di altre opere, tra cui Stelle: il poliedro principale è l'intersezione di tre ottaedri e fra le stelle compaiono non solo i cinque solidi platonici, ma anche l'intersezione di cubo e ottaedro (angolo Nord-Ovest), la stella ottangula (angolo Nord-Est), l'intersezione di due cubi con un vertice in comune (angolo Sud-Ovest), e una versione solida e più comprensibile della figura principale (angolo Sud-Est).
Stelle, Ottobre 1948

Geometria euclidea piana

Per sua stessa ammissione, il soggetto che più interessò Escher fu la divisione regolare del piano:
" Non so immaginare la mia vita senza questo problema. 
Mi ci imbattei molto tempo fa, durante le mie peregrinazioni; vidi un alto muro e, come per la premonizione di un'enigma, di qualcosa che esso potesse nascondere, lo scalai con qualche difficoltà. Dall'altro lato, però, mi ritrovai in una giungla; dopo essermi aperta la via con grande sforzo giunsi alla porta aperta della matematica, da cui si dipartivano cammini in ogni direzione. A volte penso di averli percorsi tutti, ammirandone le vedute; e poi improvvisamente scopro un nuovo cammino e sperimento una nuova delizia."

Il problema in questione viene chiamato "tassellazione del piano": consiste nel ricoprire l'intero piano mediante tasselli, come in un gigantesco puzzle.

Fantasmi, Maggio 1971
Fotografia di una pagina del libro


















Geometria non euclidea piana
    
Il problema della tassellazione si può estendere dal piano euclideo a superfici più complicate, per esempio il piano iperbolico, caratterizzato dal fatto che per un suo punto passano più parallele ad una retta data. Due famosi modelli della geometria iperbolica sono stati trovati da Henri Poincaré: uno consiste in un cerchio euclideo senza il bordo (la circonferenza), l'altro in un semipiano euclideo senza il bordo (la retta che determina il semipiano), ed in entrambi i casi le rette iperboliche sono rappresentate da archi di cerchi euclidei ortogonali al bordo.
Escher ne rimase profondamente affascinato e produsse diverse opere che si possono classificare in tre tipi: 

Fotografia di una pagina del libro

Limite del cerchio, Luglio 1960



Sempre più piccolo, Ottobre 1956
Divisione regolare del piano, Giugno 1957




sabato 28 marzo 2020

Uno sguardo nella mitologia -STEP#04

Il mito di Butade

In un testo tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio si racconta:

…il vasaio Butade Sicionio scoprì per primo l’arte di modellare i ritratti in argilla; ciò avveniva a Corinto ed egli dovette la sua invenzione a sua figlia, innamorata di un giovane.

Poiché quest’ultimo doveva partire per l’estero, essa tratteggiò con una linea l’ombra del suo volto proiettata sul muro dal lume di una lanterna; su quelle linee il padre impresse l’argilla riproducendone il volto; fattolo seccare con il resto del suo vasellame lo mise a cuocere in forno”.

(Naturalis Historia, XXXV, 15 e 151)

Il testo di Plinio fa riferimento ad un mito antico, molto probabilmente tramandato a partire da Erodoto, in cui il disegno affonda le sue radici.
Secondo ciò che riporta Plinio il Vecchio, fu così che nacquero la pittura e la scultura, frutto dell'amore, quello di una donna per un uomo e di un padre per la figlia. E la nascita delle due “arti sorelle” (pittura e scultura) avvenne a partire da una linea, cioè da un disegno, che fin dalle origini mitologiche costituisce il fondamento, il padre di tutte le arti.

The Corinthian Maid - Joseph Wright of Derby 1782


Le incisioni dei Camuni

I Camuni erano un popolo dell'Italia antica di lingua preindoeuropea vissuto in Val Camonica, nelle Alpi centrali, nell'età del ferro. Fra i massimi produttori di arte rupestre in Europa, il loro nome è legato alle celebri incisioni rupestri della Val Camonica (oltre 300 000).

foto di un'incisione rupestre dei Camuni
I Camuni avevano uno stretto contatto con la natura e con gli ambienti che li circondavano, perciò ad ogni essere vivente veniva attribuita una potente energia interna di carattere soprannaturale e animistico che poteva essere placata e resa favorevole solo attraverso la celebrazione di speciali riti, i quali includevano anche la rappresentazioni di tali elementi naturali su argilla, ossa o rocce. In tal modo la popolazione riteneva di poter dominare e di impossessarsi della forza divina.
La rappresentazione appare, quindi, come un rituale magico del possesso per favorire l'esito della caccia; infatti, non sono state create da gente comune, ma da veri e propri "sacerdoti artisti", per pregare il mondo degli dei, degli spiriti e le forze della natura.

Nella mitologia orientale

In Cina esiste un dio della porcellana di nome Pussa, un tempo venerato dagli artisti, soprattutto  dai disegnatori.
Narra una leggenda che non riuscendo alcuni operai a eseguire un disegno in porcellana commissionato dall'imperatore, uno di loro, in un momento di disperazione, si lanciò nella fornace ardente e fu consumato in un istante; la porcellana allora prese forma e colore e l'imperatore fu soddisfatto. L'infelice acquistò a questo prezzo l'onore di presiedere in qualità di dio ai lavori di porcellana.

Tipica porcellana cinese