sabato 28 marzo 2020

Uno sguardo nella mitologia -STEP#04

Il mito di Butade

In un testo tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio si racconta:

…il vasaio Butade Sicionio scoprì per primo l’arte di modellare i ritratti in argilla; ciò avveniva a Corinto ed egli dovette la sua invenzione a sua figlia, innamorata di un giovane.

Poiché quest’ultimo doveva partire per l’estero, essa tratteggiò con una linea l’ombra del suo volto proiettata sul muro dal lume di una lanterna; su quelle linee il padre impresse l’argilla riproducendone il volto; fattolo seccare con il resto del suo vasellame lo mise a cuocere in forno”.

(Naturalis Historia, XXXV, 15 e 151)

Il testo di Plinio fa riferimento ad un mito antico, molto probabilmente tramandato a partire da Erodoto, in cui il disegno affonda le sue radici.
Secondo ciò che riporta Plinio il Vecchio, fu così che nacquero la pittura e la scultura, frutto dell'amore, quello di una donna per un uomo e di un padre per la figlia. E la nascita delle due “arti sorelle” (pittura e scultura) avvenne a partire da una linea, cioè da un disegno, che fin dalle origini mitologiche costituisce il fondamento, il padre di tutte le arti.

The Corinthian Maid - Joseph Wright of Derby 1782


Le incisioni dei Camuni

I Camuni erano un popolo dell'Italia antica di lingua preindoeuropea vissuto in Val Camonica, nelle Alpi centrali, nell'età del ferro. Fra i massimi produttori di arte rupestre in Europa, il loro nome è legato alle celebri incisioni rupestri della Val Camonica (oltre 300 000).

foto di un'incisione rupestre dei Camuni
I Camuni avevano uno stretto contatto con la natura e con gli ambienti che li circondavano, perciò ad ogni essere vivente veniva attribuita una potente energia interna di carattere soprannaturale e animistico che poteva essere placata e resa favorevole solo attraverso la celebrazione di speciali riti, i quali includevano anche la rappresentazioni di tali elementi naturali su argilla, ossa o rocce. In tal modo la popolazione riteneva di poter dominare e di impossessarsi della forza divina.
La rappresentazione appare, quindi, come un rituale magico del possesso per favorire l'esito della caccia; infatti, non sono state create da gente comune, ma da veri e propri "sacerdoti artisti", per pregare il mondo degli dei, degli spiriti e le forze della natura.

Nella mitologia orientale

In Cina esiste un dio della porcellana di nome Pussa, un tempo venerato dagli artisti, soprattutto  dai disegnatori.
Narra una leggenda che non riuscendo alcuni operai a eseguire un disegno in porcellana commissionato dall'imperatore, uno di loro, in un momento di disperazione, si lanciò nella fornace ardente e fu consumato in un istante; la porcellana allora prese forma e colore e l'imperatore fu soddisfatto. L'infelice acquistò a questo prezzo l'onore di presiedere in qualità di dio ai lavori di porcellana.

Tipica porcellana cinese


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